Gastroscopia (EGDS): cos’è, come prepararsi e cosa aspettarsi
Cos’è la gastroscopia
La gastroscopia, o esofagogastroduodenoscopia (EGDS), è un esame diagnostico che consente di osservare dall’interno l’esofago, lo stomaco e il duodeno grazie a una sottile sonda flessibile chiamata endoscopio.
Questo esame permette di identificare e, se necessario, trattare lesioni o sanguinamenti del tratto digestivo superiore, come:
- ulcere gastriche o duodenali,
- erosioni della mucosa,
- varici esofagee o gastriche,
- angiodisplasie (malformazioni dei vasi sanguigni),
- o, più raramente, lesioni tumorali.
La gastroscopia è uno strumento fondamentale per la diagnosi precoce di patologie gastriche e per il trattamento immediato di emorragie digestive.
Come ci si prepara alla gastroscopia
Per ottenere risultati accurati, è necessario presentarsi a digiuno, con stomaco completamente vuoto.
Questo significa:
- non mangiare né bere per almeno 6-8 ore prima dell’esame;
- seguire eventuali indicazioni specifiche del medico (ad esempio sospensione di farmaci o terapie anticoagulanti);
- rimuovere protesi dentarie mobili e occhiali prima dell’inizio della procedura.
Nei casi d’urgenza, se lo stomaco contiene sangue o residui alimentari, può essere introdotta una sonda nasogastrica per svuotarlo prima dell’esame.
Come viene eseguita la gastroscopia
Durante la procedura, il paziente viene fatto sdraiare sul fianco sinistro e tiene in bocca un boccaglio per agevolare il passaggio dell’endoscopio.
- Viene applicato uno spray anestetico locale alla gola per ridurre il fastidio.
- L’endoscopio viene inserito attraverso la bocca e fatto scorrere delicatamente fino a esofago, stomaco e duodeno.
- L’esame dura in media 10–15 minuti.
Per garantire maggiore comfort, possono essere somministrati farmaci sedativi o antidolorifici per via endovenosa, che inducono rilassamento o una leggera sonnolenza.
Durante la gastroscopia il medico può anche eseguire piccoli interventi terapeutici, come:
- iniezioni di farmaci per fermare un’emorragia,
- applicazione di clip metalliche o elastici,
- oppure coagulazione con laser o corrente elettrica per cauterizzare i tessuti sanguinanti.
Cosa succede dopo l’esame
Dopo la gastroscopia, il paziente viene tenuto in osservazione per 1–2 ore, specialmente se è stata somministrata sedazione.
In caso di ricovero per emorragia, è previsto un periodo di digiuno di almeno 24 ore, con nutrizione endovenosa fino a stabilizzazione.
Se l’esame è ambulatoriale:
- non si deve guidare o svolgere attività che richiedono attenzione per almeno 12 ore;
- l’alimentazione può essere ripresa gradualmente, seguendo le indicazioni del medico;
- possono essere programmati controlli endoscopici successivi per verificare la guarigione della lesione trattata.
Dopo il trattamento di varici esofagee, è possibile avvertire lieve dolore retrosternale o difficoltà temporanea alla deglutizione, sintomi che tendono a risolversi spontaneamente.
Rischi e complicanze (rari)
Le complicanze della gastroscopia sono poco frequenti, ma possono includere:
- perforazione o sanguinamento,
- reazioni ai farmaci,
- problemi respiratori o cardiaci nei pazienti più fragili.
Il trattamento endoscopico resta comunque molto più sicuro ed efficace rispetto all’intervento chirurgico tradizionale e consente di arrestare oltre il 90% delle emorragie digestive.